Gruppi Operativi / Idrogeologia e Ingegneria Geotecnica

L’estrazione di acque sotterranee o di altri fluidi può generare fenomeni di subsidenza del terreno a causa della compattazione di terreni alluvionali normalmente consolidati o scarsamente sovraconsolidati, costituiti da sequenze alternate di acquiferi permeabili e acquitardi a bassa permeabilità. La riduzione della pressione interstiziale indotta dall’estrazione di acque sotterranee incrementa le tensioni efficaci sulla matrice granulare dei sedimenti, con effetti di compattazione principalmente sugli acquitardi. Tale variazione nello stato tensionale attiva processi con tempi di risposta che possono estendersi da anni a decenni, determinando una riduzione permanente del volume poroso e, in alcuni casi, della capacità di immagazzinamento dell’intero sistema acquifero-acquitardo con implicazioni dirette sulla disponibilità futura della risorsa idrica. La crescente pressione sulle risorse sotterranee, dovuta sia a variazioni climatiche sia all’incremento delle esigenze antropiche legate alla crescita demografica, accentua tali criticità.
La caratterizzazione idrogeologica e meccanica dei sedimenti interessati, con particolare attenzione alle interazioni tra processi naturali e attività antropiche, risulta pertanto fondamentale per interpretare i fenomeni in atto, per calibrare i modelli di previsione dell’evoluzione della subsidenza e, infine, per definire strategie di gestione sostenibile delle risorse idriche sotterranee e di mitigazione dei rischi associati per strutture e infrastrutture. A questo proposito, si rende altresì necessario valutare i possibili interventi di adattamento agli effetti dannosi prodotti dalla subsidenza sul territorio.

Idrogeologia e Ingegneria Geotecnica

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